La spalla è una delle articolazioni più frequentemente causa di disturbi, in entrambi i sessi e senza esclusione d’età.
Nei giovani le patologie sono correlate prevalentemente ad alcune attività sportive (tennis, pallavolo, basket) che prevedono elevate richieste funzionali dell’arto superiore, mentre con gli anni si presentano le patologie di tipo degenerativo, i cui primi sintomi iniziano generalmente dopo i 50 anni per proseguire a fasi alterne fino all’anzianità.
La spalla è l’articolazione più mobile del nostro corpo ed è costituita da tre ossa: la testa dell’omero, la glena della scapola e la clavicola. Le superfici articolari di queste ossa sono rivestite da uno strato di cartilagine che ne facilita lo scorrimento reciproco, grazie anche alla lubrificazione del liquido sinoviale. La stabilità intrinseca della spalla però è molto ridotta data la scarsa congruenza delle componenti ossee, pertanto diventano determinanti tutte quelle strutture (capsula, legamenti, tendini e muscoli) che, avvolgendo l’articolazione, contribuiscono a mantenere la testa dell’omero ben centrata all’interno della glena.
In passato si parlava generalmente di “periartrite” per indicare una sintomatologia dolorosa a carico della spalla. Oggi si cerca di evitare questa definizione, per la verità ancora diffusa, dal momento che racchiude troppo genericamente una serie di patologie ormai ben distinte, quali le lesioni della cuffia dei rotatori, la tendinopatia calcifica, la capsulite, l’instabilità e l’artrosi, che trovate meglio descritte di seguito.