Stefano Di Gennaro

Lesioni legamentose (LCA/LCP)

Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) e il Legamento Crociato Posteriore (LCP) sono i più importanti stabilizzatori del ginocchio impedendo, rispettivamente, la traslazione anteriore e posteriore della tibia rispetto al femore. Le rotture del LCA e, con minor frequenza del LCP, sono tra i traumi sportivi più comuni e si verificano a seguito di eventi distorsivi diretti o indiretti con rotazioni forzate o eccessiva estensione del ginocchio.

Gli sport in cui sono più frequenti questi meccanismi traumatici sono il calcio, lo sci e la pallacanestro e la gravità della lesione, parziale o totale, così come la presenza di lesioni associate dei menischi, dei legamenti collaterali e della cartilagine, sono direttamente correlati all’intensità del trauma. In occasione della rottura del LCA il paziente riferisce, solitamente, la sensazione di “crack” articolare e come se il ginocchio uscisse dalla sua sede.

Successivamente i sintomi principali sono il dolore, il gonfiore e la difficoltà a muovere l’articolazione per lasciare il posto dopo qualche settimana ad una sensazione di instabilità articolare con possibili episodi di cedimento. La diagnosi anche in questo caso si avvale di test specifici e di esami strumentali; tra questi ultimi l’esame con la miglior capacità di evidenziare la rottura legamentosa e le eventuali lesioni associate è senza dubbio la RMN.

Il trattamento delle lesioni del LCA/LCP può essere conservativa o chirurgica, dipende ovviamente dall’età del paziente, dalla gravità delle lesioni, dal grado di instabilità residua e soprattutto dalle richieste funzionali. In presenza di una lesione completa del legamento crociato anteriore è possibile, il più delle volte, svolgere le normali attività di vita quotidiana evitando di praticare attività sportive che richiedano cambi di direzione repentini (vedi calcio, sci, basket , pallavolo, etc..), mentre in caso di una lesione parziale è possibile, a volte, evitare l’intervento potenziando specificatamente i muscoli della coscia.

Una lesione totale non riparata, tuttavia, espone l’articolazione al rischio di nuove distorsioni e allo sviluppo di un’artrosi precoce; per questo motivo la ricostruzione artroscopica del LCA dovrà essere proposta a tutti i pazienti giovani con elevate richieste funzionali.
Il trattamento chirurgico, che si avvale della tecnica artroscopica, prevede la ricostruzione del LCA lesionato mediante l’innesto di un neo-legamento e prevede 4 fasi principali:

  1. il prelievo dell’innesto (nel caso di un innesto autologo);
  2. la preparazione dell’ambiente articolare e la creazione dei tunnel ossei, femorale e tibiale;
  3. il passaggio del neo-legamento all’interno dei tunnel;
  4. la fissazione del neo-legamento

Per la corretta riuscita dell’intervento sarà, quindi, necessario intraprendere precocemente e con costanza un programma di recupero fisioterapico e funzionale che, sotto lo stretto controllo da parte del vostro chirurgo ortopedico, vi porterà dopo 5-6 mesi al ritorno alle specifiche attività sportive.